sabato 8 novembre 2008

FORSE SONO ANKE LEGGERMENTE SCHIZOFRENICA???




La schizofrenia è una forma di malattia psichiatrica caratterizzata, secondo le convenzioni scientifiche, da un decorso superiore ai sei mesi (tendenzialmente cronica o recidivante), dalla persistenza di sintomi di alterazione del pensiero, del comportamento e dell'emozione, con una gravità tale da limitare le normali attività della persona.
Il termine, coniato dallo psichiatra svizzero
Eugen Bleuler nel 1908, deriva dal greco σχίζω (schizo, scissione) e φρενός (phrenos, cervello), 'mente divisa'. Il termine proposto da Bleuler sostituì quello ottocentesco di Dementia Praecox, proposto da Emil Kraepelin.
È da tenere presente che schizofrenia è un termine piuttosto generico che indica non una entità nosografica unitaria, ma una classe di disturbi, tutti caratterizzati da una certa gravità e dalla compromissione del cosiddetto "esame di realtà" da parte del soggetto. A questa classe appartengono quadri
sintomatici e tipi di personalità anche molto diversi fra loro, estremamente variabili per gravità e decorso.
In casi molto gravi i sintomi possono arrivare alla
catatonia, al mutismo, provocare totale inabilitazione. Nella maggioranza dei casi di schizofrenia vi è qualche forma di apparente disorganizzazione o incoerenza del pensiero. Vi sono però certe forme dove questo sintomo non compare, e compaiono invece rigide costruzioni paranoidi.



forse si...sono anke leggermente schizofrenica...nel senso ke mi sento di essere tante persone diverse allo stesso tempo e internet di sicuro non mi aiuta nella guarigione xke' virtualmente posso diventare chiunque...oggi sono victoria cuervo, ballerina brasiliana di 21 anni, domani brett james, 33 anni, fotografo....la settimana prossima magari divento cane o gatto...nooooo troppo scontato, mi sa ke faccio lo struzzo cosi quando qualcun'altro mi dice ke mi dovrei curarmi da uno bravo ke ci capisce , ficco direttamente la testa sotto la sabbia e non se ne parla +

UN PIZZICO DI BIPOLARISMO NON FA MAI MALE



DICESI BIPOLARISMO






Caratteristiche della patologia [modifica]
È un disturbo caratterizzato da alterazioni ciclico-periodiche dell'umore, talora intervallate da periodi asintomatici. Nelle forme più tipiche del disturbo bipolare, fasi depressive si alternano a periodi connotati da esaltazione dell'umore (mania), episodi di opposta polarità (da cui il termine di "disturbo bipolare") che possono essere o meno intervallati da periodi di eutimia (normotimia o umore in asse). Recenti studi epidemiologici indicano il Disturbo Bipolare ugualmente comune negli uomini e nelle donne (DSM-IV-TR). Se le fasi depressive si alternano alla mania si parla di disturbo bipolare di tipo I. Se invece le fasi depressive si alternano all'
ipomania si parla di 'disturbo bipolare di tipo II'; è sufficiente un solo periodo di ipomania, della durata di almeno quattro giorni per la diagnosi. Ancora la ciclotimia è un alternarsi di fasi depressive ed ipomaniacali, però mai così gravi e debilitanti da richiedere un ricovero ospedaliero o da compromettere totalmente l'attività sociale e lavorativa dell'individuo.[1]

Cause [modifica]
Le cause ipotizzate per il disturbo bipolare sono eterogenee e comprendono fattori biologici, genetici e ambientali. Secondo le ipotesi più accreditate, i vari fattori interagiscono determinando uno squilibrio delle funzioni dei neurotrasmettitori all’interno di alcune specifiche zone del cervello con un'alterazione a favore della trasmissione eccitatoria (episodi a carattere ipomaniacale o maniacale) o inibitoria (episodi a carattere depressivo). Fattori psicosociali, quali lutti, abusi durante l'infanzia, gravi perdite affettive, problemi finanziari, possono innescare nei soggetti predisposti il processo che dà origine alla malattia. La predisposizione è correlata con l'ereditarietà. Dunque la predisposizione non necessariamente si esplica nello sviluppo della malattia, l'assenza di forti stress nell'esperienza dell'individuo predisposto potrebbe evitare l'insorgenza dei sintomi. Una volta che il disturbo si è instaurato, gli episodi di entrambe le polarità tendono a presentare ricorrenze, sia spontanee, sia in relazione a vari stress psicologici, sociali, fisici ed in relazione ai ritmi biologici.


quando l'attacco sta arrivando non me ne accorgo, ma quando lo sto vivendo si xke' e' come se uscissi da me stessa, sai come nei film ke uno muore ed esce l'anima trasparente dal corpo e vede tutto, x me e' uguale (ke patologia e' questa? booo, mi sa ke non e' stata ancora inventata!) e allora mi vedo dall'esterno e non capisco...un secondo mi riempio di entusiasmo come se mi avessero appena detto ke ho vinto al superenalotto, ma in realta' ho solo ricevuto una gift card da 5$ magari e pochi minuti dopo piango a dirotto come se tutta la mia famiglia fosse morta all'improvviso xke' uno tsunami ha colpito solo casa mia...ma come dicevo prima alla fine e' divertente ...certe volte la mia "anima" sta ore a gustarsi lo spettacolo mangiando popcorn...maledetta! :-D


CHI HA DETTO KE LA PERSONALITA' DIPENDENTE E' UN MALE?


Il disturbo dipendente di personalità è descritto come una situazione pervasiva ed eccessiva di necessità di essere accuditi, che determina comportamento sottomesso e dipendente e timore della separazione, che compare nella prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti, come indicato da cinque (o più) dei seguenti elementi:


1) la persona ha difficoltà a prendere le decisioni quotidiane senza richiedere un'eccessiva quantità di consigli e rassicurazioni

2) ha bisogno che altri si assumano la responsabilità per la maggior parte dei settori della sua vita

3) ha difficoltà ad esprimere disaccordo verso gli altri per il timore di perdere supporto o approvazione (nota per il clinico: non vanno inclusi timori realistici di punizioni)

4) ha difficoltà ad iniziare progetti o a fare cose autonomamente (per una mancanza di fiducia nel proprio giudizio o nelle proprie capacità piuttosto che per mancanza di motivazione od energia)

5) può giungere a qualsiasi cosa pur di ottenere accudimento e supporto da altri, fino al punto di offrirsi per compiti spiacevoli

6) si sente a disagio e indifeso quando è solo per timori esagerati di essere incapace a provvedere a se stesso

7) quando termina una relazione stretta ricerca urgentemente un'altra relazione come fonte di accudimento e di supporto

8) si preoccupa in modo non realistico di essere lasciato a provvedere a se stesso.

Questi individui mancano di fiducia in sé stessi e tendono a sminuire alcune delle loro abilità e punti di forza.

Tendono così a fidarsi ciecamente e a contare fedelmente sugli altri prevedendo che i loro sforzi saranno premiati con l’affetto e la protezione.In genere si scelgono partner con caratteri forti, talvolta narcisisti, che assumono nei loro confronti atteggiamenti dominanti e controllanti. Tale sbilanciamento relazionale, alla lunga, pur costituendo una sembianza di equilibrio, nuoce al soggetto dipendente, che sacrifica sé stesso in funzione della relazione e che, paradossalmente, finisce spesso per essere scaricato/a, in quanto non sufficientemente stimolante e degno di stima agli occhi del partner.

ok, magari e' un male vabbene, ma alle volte quando e' sotto controllo puo' anke essere divertente e soprattutto vario...a differenza di altri tipi di fobie e disturbi mentali ke a volte sono un po' monotoni,ammettiamolo...ki mangia sempre troppo e ki mangia troppo poco, ki e' drogato sempre e solo di sesso o ki sta sempre a bere come una spugna... con la personalita' dipendente invece non ci si annoia mai ...c'e' sempre una droga diversa dietro ogni angolo, puo' essere una persona, un oggetto, un hobby, un posto, una religione....letteralmente qualsiasi cosa...e la dipendenza coglie sempre quando meno te l'aspetti, cioe' vabbe' ormai riesco a riconoscere quando mi sta prendendo e mi diverto anke a vedere le pazzie ke mi fa fare...eh si xke' a volte soffro anke di bipolarismo...ma a questo sara' dedicato il prossimo post :-D